Un sorriso non può aspettare
Perché Fabrizio Landini non potrà mai andare a lavorare a Pizzaut
L’autismo ha molti funzionamenti e molti disturbi sensoriali. Questi condizionano la vita delle persone autistiche e non consentono un apprendimento adeguato delle abilità sociali e delle relazioni interpersonali.
Ma questo non significa che non possano imparare un’attività lavorativa sia artistica che artigianale o addirittura alimentare. È una questione di attitudine poiché anche le persone autistiche hanno una predisposizione per alcune attività se queste capacità vengono precedentemente indagate e successivamente valorizzate.
Fabrizio impara bene e si distingue per le proprie capacità “ripetitive” quelle da catena di montaggio per intenderci, ma questo non significa che possa dedicarsi ad una attività lavorativa in maniera autonoma o che possa andare a lavorare in fabbrica. Deve sempre essere monitorato, guidato, sollecitato. Per questo ci siamo sempre rivolti ad educatori che potessero sostenerlo sia dal punto di vista formativo che educativo, persone preparate che hanno fatto la differenza nella sua vita e lo hanno aiutato a superare le difficoltà e i limiti che incontrava sul suo cammino.
Il suo sorriso è sempre stata la risposta al nostro impegno affettivo ed educativo nei suoi confronti, quello che lo accompagnava al mattino quando si alzava indossata la sua giacchetta per prendere il bus per andare al lavoro accompagnato dal suo educatore.
Oggi lavora in un laboratorio di trasformazione alimentare, taglia affetta e cuoce la frutta, pesa lava e sbuccia le verdure o attacca le etichette ai vasetti che riempie insieme ai suoi colleghi. Non potrà mai sfornare pizze non sopporta il calore del forno, e nemmeno prendere le comande ai tavoli perché non sa pronunciare la fatidica frase: “desidera?” in quanto non verbale.
Esprime la sua gioia sfarfallando e questo fa di lui un autistico a basso/medio funzionamento: una bella etichetta piazzata in fronte che gli impedisce, a quanto pare, di trovare alternative al centro diurno o almeno così aveva detto l’assistente sociale durante l’ultimo incontro che abbiamo avuto prima della sua dipartita.
Non ci siamo arresi e abbiamo continuamente cercato soluzioni affinché le sue giornate fossero impegnate e produttive.
Ma una persona autistica può essere davvero produttiva? Dipende da quanto è in grado di lavorare. Fabrizio lavora cinque ore al giorno più la gestione dei suoi spazi e le pulizie domestiche e questo per lui è sufficiente perché necessita di un grande impegno per dedicarsi a tutte queste attività. Di certo, non a sufficienza per essere escluso dall’erogazione di una pensione di invalidità, e da contributi statali che consentono il suo mantenimento.
Che cosa posso suggerire a tutte quelle famiglie che in questo momento si trovano di fronte al nulla per i loro figli e figlie? Se non ci sono proposte, investigate, se non ci sono educatori preparati formateli, se vostro figlio non potrà mai lavorare da Pizzaut non fatene un dramma: troverà altri luoghi se voi credete in lui. È frustrante che lo stato non si prenda cura dei più deboli? Fatelo voi, il mondo non cambia con le parole ma con il nostro esempio. Voi potete decidere se cambiare lo stato delle cose o se aspettare che qualcuno lo faccia per voi. Ma un sorriso non può aspettare troppo a lungo.





