Andare oltre la diagnosi

Andare oltre la diagnosi

Nel mondo della neuro-diversità e delle neurodivergenze, la diagnosi di autismo spesso viene percepita come un’etichetta rigida, capace di definire e limitare un individuo.

Tuttavia, ogni persona autistica – come qualsiasi altra persona – è unica e possiede caratteristiche, talenti e bisogni specifici che vanno ben oltre una semplice classificazione diagnostica.

Superare la diagnosi di “autismo” significa spostare l’attenzione dai soli aspetti medici e biologici al funzionamento globale della singola persona, riconoscendo e valorizzando la sua individualità, le sue potenzialità e caratteristiche uniche e dando la giusta importanza alle attività personali e alla partecipazione sociale, ai fattori contestuali ambientali e personali, ai facilitatori e alle barriere.

Quando ci si focalizza esclusivamente sulla diagnosi, si rischia di semplificare eccessivamente l’identità di una persona, riducendola a un insieme di sintomi e, ancor più, si perde la capacità di mantenere uno sguardo ampio sulla sua vita reale nel suo specifico contesto.

Oltre la diagnosi: il funzionamento globale di ciascuno tra punti di forza e bisogni specifici

Il funzionamento globale di una persona comprende non solo le difficoltà, ma anche le risorse, i talenti e le strategie che utilizza per affrontare le diverse sfide della quotidianità.

Alcune persone autistiche possono eccellere in ambiti creativi o analitici, mentre altre possono avere una spiccata sensibilità emotiva o una grande capacità di concentrazione su specifici interessi o dettagli, altre ancora potrebbero non avere delle abilità particolari e presentare contemporaneamente una serie di difficoltà di comunicazione, autoregolazione emotiva, programmazione o autonomia.

Dare importanza al funzionamento globale piuttosto che alla sola diagnosi permette di costruire percorsi educativi, professionali e relazionali più inclusivi ed efficaci, adattandoli alle reali esigenze della persona e valorizzandone le capacità di autodeterminazione e indipendenza.

Per favorire il benessere e l’autodeterminazione delle persone autistiche è dunque essenziale adottare un approccio educativo personalizzato: ciò significa sostanzialmente offrire supporti mirati, basati sulle necessità reali e non su modelli standardizzati.

Superare l’etichetta dell’autismo non significa negare la diagnosi, che é utile, necessaria e importante dal punto di vista medico e clinico, pedagogico e sociale ma andare oltre, ponendo l’accento sulla persona nella sua interezza secondo un approccio biopsicosociale (ICF, OMS) ed ecologico.

Riconoscere e rispettare la diversità di funzionamento di ogni individuo è fondamentale per creare una società più equa, empatica e realmente inclusiva. Una società che sappia includere tutte le persone (qualsiasi funzionamento manifestino) anche grazie ai principi dell’apprendimento universale (Universal Design for Learning).

Marco Pontis
Docente Università di Perugia, instructional designer, autore e formatore per il Centro Studi Erickson di Trento

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