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Immagine dal film: "Il pranzo di Babette"

Sul Disturbo Post-Traumatico da Stress
dr. Andrea Ruozzi [a.ruozzi@oltreilblu.org]

"Era il '44 sui monti di Reggio. La notte i soldati armati di mitra sono andati casa per casa: avevano l'ordine di uccidere tutti, uomini, donne, bambini. Li hanno svegliati, radunati in cucina, poi hanno sparato una raffica. Lilli è caduta tra il nonno e la nonna, coperta del suo e del loro sangue. I soldati avevano portato benzina ed hanno incendiato le case, ma Lilli era viva ed è riuscita ad arrivare alla finestra e a lasciarsi cadere. Ma la casa bruciava e sarebbe caduta su Lilli con un colpo di grazia; è molto difficile scappare lontano, a 11 anni con la gola ferita.
E sentiva le grida mischiate agli spari e le bestie nitrire impazzite, e le voci metalliche degli ufficiali e sentiva il calore del fuoco.
L'hanno trovata soltanto al mattino: ferita, bruciata, ma viva. Il postino l'ha messa sulla bicicletta e portata dai parenti in pianura. Poi Lilli è guarita e la guerra è finita. I tedeschi se ne sono partiti. Ma per molti anni ha sognato gli spari e non le usciva la voce.
Ora, Lilli vive una vita serena ed è nonna di tanti nipoti. Ma a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio e rivede la Bettola in fiamme."

[L'unica superstite, La grande famiglia - M.C.R. (1996)]


Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IVª Edizione (DSM-IV), all'interno del Disturbo Post-Traumatico da Stress(PTSD), definisce il trauma come un fattore traumatico estremo che implica l'esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi, o altre minacce all'integrità fisica; o la presenza ad un evento che comporta morte, lesioni o altre minacce all'integrità fisica di un'altra persona; o il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da un membro della famiglia o da altra persona con cui è in stretta relazione.
Non sappiamo se a Lilli è stato diagnosticato un PTSD, sicuramente la analogie con la definizione di trauma che da il DSM-IV sono evidenti come è evidente un'altra delle sintomatologie che concorre a formulare la diagnosi di Disturbo Post-Traumatico da Stress ovvero il rivivere persistentemente l'evento traumatico:
1) ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell'evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma
2) sogni spiacevoli ricorrenti dell'evento. Nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile
3) agire o sentire come se l'evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). Nei bambini piccoli possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma
4) disagio psicologico intenso all'esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico
5) reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico.
Quindi abbiamo un evento traumatico che rimane come congelato nella mente e che viene rivissuto dalla persona (flash-back, incubi…) e inoltre un evitamento costante degli stimoli legati al trauma e una diminuzione della reattività generale, l'evitamento può riguardare sia luoghi oggetti collegati al trauma ma anche pensieri, conversazioni; la persona si deprime, si riduce l'affettività, si estranea dagli altri… oltre il danno la beffa: non basta avere vissuto il trauma, rimane un eredità che riduce drasticamente la qualità della vita. I sintomi per altro non sono finiti qui, si rileva spesso un aumento dell'arousal che si manifesta nei seguenti modi:

1) difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
2) irritabilità o scoppi di collera
3) difficoltà a concentrarsi
4) ipervigilanza
5) esagerate risposte di allarme

Dopo tante brutte notizie diamone qualcuna buona: non tutte le persone che vivono un trauma riportano automaticamente un PTSD anzi la percentuale è relativamente bassa (50%), non è nemmeno la gravità del trauma che conduce automaticamente al disturbo, molto probabilmente sono le risorse soggettive e sociali di cui le persone dispongono ad abbassare questa percentuale. Un'altra buona notizia è che il PTSD si può curare ed esistono terapie efficaci: Secondo l'American Psychological Association i due trattamenti d'elezione per questo tipo di disturbo sono lo Stress Inoculation Training (SIT; Foa et al., 1991) e l'Eye Movement Desensitization and Reprocesing (EMDR; per informazioni www.emdritalia.it), più in generale si sono rilevate più efficaci quelle tecniche che si basano sull'esposizione, sulla ristrutturazione cognitiva e sulla gestione dell'ansia.
Per approfondimenti rimando a www.psicotraumatologia.com dove potete trovare molte notizie sulla traumatologia e sull'EMDR, in particolare questa tecnica molto controversa negli ultimi anni è stata oggetto di numerose ricerche per valutarne l'efficacia e i risultati sono incoraggianti.

Maria Pia Bagnato
dr.rMariarPiarBagnato
[mp.bagnato@oltreilblu.org]


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