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"Era il '44 sui monti di Reggio. La notte
i soldati armati di mitra sono andati casa per casa: avevano
l'ordine di uccidere tutti, uomini, donne, bambini. Li hanno
svegliati, radunati in cucina, poi hanno sparato una raffica.
Lilli è caduta tra il nonno e la nonna, coperta del
suo e del loro sangue. I soldati avevano portato benzina ed
hanno incendiato le case, ma Lilli era viva ed è riuscita
ad arrivare alla finestra e a lasciarsi cadere. Ma la casa
bruciava e sarebbe caduta su Lilli con un colpo di grazia;
è molto difficile scappare lontano, a 11 anni con la
gola ferita.
E sentiva le grida mischiate agli spari e le bestie nitrire
impazzite, e le voci metalliche degli ufficiali e sentiva
il calore del fuoco.
L'hanno trovata soltanto al mattino: ferita, bruciata, ma
viva. Il postino l'ha messa sulla bicicletta e portata dai
parenti in pianura. Poi Lilli è guarita e la guerra
è finita. I tedeschi se ne sono partiti. Ma per molti
anni ha sognato gli spari e non le usciva la voce.
Ora, Lilli vive una vita serena ed è nonna di tanti
nipoti. Ma a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio
e rivede la Bettola in fiamme."
[L'unica superstite, La grande
famiglia - M.C.R. (1996)]
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei
Disturbi Mentali, IVª Edizione (DSM-IV), all'interno
del Disturbo Post-Traumatico da Stress(PTSD), definisce il
trauma come un fattore traumatico estremo che implica l'esperienza
personale diretta di un evento che causa o può comportare
morte o lesioni gravi, o altre minacce all'integrità
fisica; o la presenza ad un evento che comporta morte, lesioni
o altre minacce all'integrità fisica di un'altra persona;
o il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata,
di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da
un membro della famiglia o da altra persona con cui è
in stretta relazione.
Non sappiamo se a Lilli è stato diagnosticato un PTSD,
sicuramente la analogie con la definizione di trauma che da
il DSM-IV sono evidenti come è evidente un'altra delle
sintomatologie che concorre a formulare la diagnosi di Disturbo
Post-Traumatico da Stress ovvero il rivivere persistentemente
l'evento traumatico:
1) ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell'evento,
che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. Nei bambini
piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono
espressi temi o aspetti riguardanti il trauma
2) sogni spiacevoli ricorrenti dell'evento. Nei bambini possono
essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile
3) agire o sentire come se l'evento traumatico si stesse ripresentando
(ciò include sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni,
allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi
quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione).
Nei bambini piccoli possono manifestarsi rappresentazioni
ripetitive specifiche del trauma
4) disagio psicologico intenso all'esposizione a fattori scatenanti
interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche
aspetto dell'evento traumatico
5) reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti
interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche
aspetto dell'evento traumatico.
Quindi abbiamo un evento traumatico che rimane come congelato
nella mente e che viene rivissuto dalla persona (flash-back,
incubi
) e inoltre un evitamento costante degli stimoli
legati al trauma e una diminuzione della reattività
generale, l'evitamento può riguardare sia luoghi oggetti
collegati al trauma ma anche pensieri, conversazioni; la persona
si deprime, si riduce l'affettività, si estranea dagli
altri
oltre il danno la beffa: non basta avere vissuto
il trauma, rimane un eredità che riduce drasticamente
la qualità della vita. I sintomi per altro non sono
finiti qui, si rileva spesso un aumento dell'arousal che si
manifesta nei seguenti modi:
1) difficoltà ad addormentarsi
o a mantenere il sonno
2) irritabilità o scoppi di collera
3) difficoltà a concentrarsi
4) ipervigilanza
5) esagerate risposte di allarme
Dopo tante brutte notizie diamone qualcuna
buona: non tutte le persone che vivono un trauma riportano
automaticamente un PTSD anzi la percentuale è relativamente
bassa (50%), non è nemmeno la gravità del trauma
che conduce automaticamente al disturbo, molto probabilmente
sono le risorse soggettive e sociali di cui le persone dispongono
ad abbassare questa percentuale. Un'altra buona notizia è
che il PTSD si può curare ed esistono terapie efficaci:
Secondo l'American Psychological Association i due trattamenti
d'elezione per questo tipo di disturbo sono lo Stress Inoculation
Training (SIT; Foa et al., 1991) e l'Eye Movement Desensitization
and Reprocesing (EMDR; per informazioni www.emdritalia.it),
più in generale si sono rilevate più efficaci
quelle tecniche che si basano sull'esposizione, sulla ristrutturazione
cognitiva e sulla gestione dell'ansia.
Per approfondimenti rimando a www.psicotraumatologia.com dove
potete trovare molte notizie sulla traumatologia e sull'EMDR,
in particolare questa tecnica molto controversa negli ultimi
anni è stata oggetto di numerose ricerche per valutarne
l'efficacia e i risultati sono incoraggianti.
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