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Secondo il DSM IV per disfunzione sessuale si
intende un'anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni
psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta
sessuale e causano notevole disagio e difficoltà nei
rapporti interpersonali.
Si riscontra dunque un'alterazione del ciclo di risposta sessuale
che può essere diviso in quattro fasi: desiderio, eccitazione,
orgasmo e risoluzione; i disturbi della risposta sessuale
possono verificarsi in una o più di queste fasi.
Attualmente esistono terapie altamente efficaci
per la maggior parte dei soggetti le cui disfunzioni sessuali
hanno una componente psicogena, anche se molti autori, tra
cui Bach, Wincze e Barlow (2001), sottolineano l'inutilità
di una distinzione tra organico e psicogeno, essendo i due
aspetti molto spesso in stretta relazione.
Per molti anni i clinici hanno suggerito che la disfunzione
sessuale fosse un problema diffuso che colpisce una porzione
significativa della popolazione. Recentemente Laumann, Paik
e Rosen (1999), hanno pubblicato uno studio con il quale hanno
osservato 1.410 uomini e 1.749 donne di età compresa
tra i 18 e i 59 anni riguardo la presenza di varie difficoltà
sessuali. I risultati: il 43% delle donne e il 31% degli uomini
mostravano alcune forme di disfunzione sessuale, ovvero circa
un terzo della popolazione americana soffriva di questo disagio!
Un grande progresso nella ricerca sulla disfunzione
sessuale è stato fatto nel 1998 ed è rappresentato
dall'introduzione nel mercato farmaceutico di una medicazione
orale, il Sildenafil, più noto come Viagra (lo studio
dell'effetto sulla donna è ancora in corso). Ma sebbene
questo famoso farmaco abbia giovato ad innumerevoli coppie,
esso non è privo dei così detti effetti collaterali.
Può infatti essere causa di cefalee, arrossamenti,
dispepsia, ma soprattutto è importante sottolineare
che non basta avere una buona erezione ed un'adeguata lubrificazione
per raggiungere una relazione sessuale soddisfacente. Così
alle coppie con scarsa comunicazione, atteggiamenti negativi
e credenze sbagliate riguardanti la funzione sessuale, non
basterà una pillola per risolvere il loro problema.
A questo proposito è necessario sapere che un trattamento
cognitivo-comportamentale può essere un'alternativa
interessante al trattamento farmacologico, oppure un'aggiunta
ad esso. Comunque il forte interessamento da parte dei media
nei confronti del Viagra ha contribuito ad incrementare la
consapevolezza e l'accettazione pubblica di questo disagio;
ma questo contesto di popolarità ha fatto sì
che si diffondesse il concetto che la disfunzione sessuale
è quasi sempre causata da fattori organici
in
realtà così non è! Questo disturbo infatti
può essere determinato da diversi fattori, di natura
organica, appunto, ma anche psicologica. Tra i primi fattori
troviamo malattie vascolari, diabete, livelli ormonali alterati,
abuso di alcool e uso di alcuni farmaci, età e infine
fumo di sigarette (questi ultimi due sono però considerati
fattori di rischio "indiretti").
Per quanto riguarda i fattori di rischio psicologici essi
si possono dividere in due ampie categorie:
" Fattori di rischio individuali: psico-patologie,
vissuti emozionali, pensieri disfunzionali, fattori culturali
e/o mancanza di educazione sessuale;
" Fattori relazionali: disagio di coppia, scarsa comunicazione,
mancanza di attrazione fisica, repertorio sessuale ristretto.
Nell'iniziare una terapia sessuale, data l'origine
multifattoriale di questo disagio, è importante innanzitutto
individuarne la causa, o le cause, e successivamente valutare
la migliore alternativa di trattamento per ogni paziente e/o
per ogni coppia. A questo riguardo, sebbene spesso i pazienti
siano "impazienti" di iniziare un trattamento, è
importante dedicare un numero adeguato di incontri (circa
tre) al processo di valutazione. Si raccoglieranno così
informazioni sui vissuti della coppia o individuali, dettagli
riguardanti la natura e l'estensione delle difficoltà.
Questi momenti dedicati alla valutazione hanno quattro obiettivi:
" capire e caratterizzare la natura del
problema;
" identificare la predisposizione biologica e i fattori
psicosociali, i fattori precipitanti e quelli di mantenimento;
" determinare una linea base pre-trattamento per il funzionamento
sessuale del paziente;
" insegnare alla coppia a discutere della loro relazione
sessuale con il terapeuta e successivamente quindi fra loro
nella vita quotidiana.
Proprio su quest'ultimo punto insistono diversi
autori per i quali il principale obiettivo della terapia sessuale
sarebbe quello di aiutare la coppia a sviluppare una relazione
sessuale più soddisfacente. Tale traguardo può
essere raggiunto attraverso un'educazione corretta alla sessualità:
false credenze, aspettative non realistiche, mancanza di informazioni
sulla fisiologia, l'anatomia e sul funzionamento sessuale,
possono essere determinanti nella comparsa e nel mantenimento
della disfunzione sessuale.
Il controllo dello stimolo è un altro aspetto necessario
della terapia, attraverso il quale si possono creare condizioni
che conducano ad un funzionamento sessuale salutare. Inoltre
è importante che venga effettuata una ristrutturazione
cognitiva che renda consapevoli i partners dell'impatto che
certi loro pensieri hanno sull'eccitazione sessuale, il terapeuta
li potrà così aiutare a capire come strutturare
i pensieri durante il rapporto sessuale in maniera funzionale.
Anche l'uso di alcune tecniche comportamentali risulterà
utile nel trattamento di disturbi specifici, quali i disturbi
dell'eccitazione, l'eiaculazione precoce, i disturbi dell'orgasmo
maschile e femminile. Infine, importante risulta l'educazione
alla comunicazione poiché la maggior parte delle coppie
che ha un problema sessuale, ha difficoltà a comunicare,
sia sulla propria relazione sessuale che più in generale
sulle proprie emozioni.
Per concludere possiamo dire che la terapia sessuale
è sicuramente in grado di affrontare con strumenti
e protocolli, le difficoltà e la conseguente sofferenza
delle coppie - o dei singoli - che vivono un disturbo sessuale,
anche in ragione delle ricerche che sono state effettuate
negli ultimi decenni. Come sempre quindi, è opportuna
una indagine medica che evidenzi patologie organiche in atto
e che possa escludere la causa organica, ma è allo
stesso modo importante verificare la possibilità di
una buona psicoterapia che possa intervenire per affrontare
assieme alla coppia, o individualmente, il problema che come
abbiamo visto ha un risvolto, se non addirittura un'origine,
nel dominio delle psicopatologie o più in generale
nel disagio psichico.
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